lunedì 21 aprile 2008

Il matrimonio: parte prima

No, non il nostro.
Per ora quello di mio cugino Gabriele e sua (ormai) moglie Debora.
E' incredibile. Non amo le feste, solitamente tutti gli eventi in cui bisogna fare public relations non mi entusiasmano, ma devo dire che ho dovuto ricredermi sui matrimoni. Per i matrimoni è diverso. Ai matrimoni succede sempre di tutto, c'è sempre una situazione insolita o qualche buffa creatura tra gli invitati. Ed è questo che rende i matrimoni diversi.
Beh, due sono le cose: o effettivamente i matrimoni sono delle feste diverse, in cui l'imprevisto è sempre in agguato, ragion per cui il divertimento al 90% è assicurato, oppure ormai gli ormoni del matrimonio hanno preso pieno possesso della mia psiche e quindi mi sto autoconvincendo che il matrimonio "è una figata". Ai posteri l'ardua sentenza.
Ad ogni modo...anche a questo matrimonio il divertimento non è mancato.
Cominciamo da un classico: il ritardo della sposa.
E' un must dei matrimoni il fatto che la sposa si presenti all'altare con un po' di ritardo (pure al corso matrimoniale ci hanno spiegato che trattasi di simbologia di non so che, in cui l'uomo deve attendere la donna, in quanto la brama etc etc etc). Il "po' " di ritardo dipende da sposa a sposa. Si va dai canonici 10 minuti, alla mezz'ora o più. Solitamente, onde evitare allo sposo un infarto del miocardio, si tenta di contenere il ritardo entro il limite della mezz'ora. Devo dire che, dopo sabato, mio cugino ha conquistato la mia massima ammirazione.
La sposa si è presentata in chiesa con quasi un'ora di ritardo. Mio cugino è stato incredibile nel suo stoicismo. Devo dire che ha mantenuto un incredibile aplomb. Se non fosse stato per la cinquantina di confetti che si è ingurgitato nell'attesa (unica cosa che aveva a disposizione per ovviare all'asciugamano che aveva ormai al posto della lingua), non avrei nemmeno detto che era nervoso. E' stato veramente ammirevole. Voi non avete idea di che cosa significhi dover stare da solo (sì, perché il resto del mondo è fuori dalla chiesa a cianciare e sfumazzare), ad attendere per un'ora all'altare di una chiesa fredda e mooooooolto umida, l'arrivo di una sposa che sembra non arrivare mai e sentirsi dire in continuazione da tutte le persone che arrivano "He he...mi pare che è un po' in ritardo eh? (DAVVERO?!? PENSA CHE SE NON ME LO DICEVI NON ME N'ERO NEMMENO ACCORTO!) Non è che ci ha ripensato?" (battuta originale che non ha fatto nessuno, se non circa una cinquantina di persone...ma perché lo fanno????). Oltre a questi simpatici personaggi, si accodano coloro i quali erano a casa della sposa, che si avvicinano a "rassicurare" lo sposo "Sta arrivando eh! E' un po' in ritardo... (...vedi sopra)".
La sposa stava arrivando più o meno da 40 minuti. Forse aveva deciso di venire a piedi.
Per concludere il quadretto, il padre dello sposo (nonché mio zio), era decisamente il più nervoso di tutti e non faceva nulla per nasconderlo. Anzi, per sfogare la tensione, ha ben deciso di infierire sullo sposo "Ma allora Gabriele, arriva o non arriva????? Ma non so io! Non poteva avvertire che arrivava in ritardo no?" "Papà...e come faceva? Anche volendo abbiamo tutti i telefoni spenti!" "Con tutti quelli che sono fuori con i cellulari, poteva avvertire loro no?" (Qui ho notato che lo sposo ha iniziato a guardarsi nervosamente in giro per la chiesa in cerca di qualche candela con cui darsi fuoco).
Di tanto in tanto entrava qualche parente anziano che voleva assicurarsi il posto in prima fila (sono coloro i quali da giovani si accampavano la notte prima per avere i posti in prima fila ai concerti di Claudio Villa...o Mozart). Tra questi devo manzionare una simpatica coppietta madre-figlio. Ora, non consideratemi crudele, ma questa scenetta, senza cattiveria alcuna, va raccontata. Questa coppietta è composta dall'equivalente femminile di Mr Magoo ed il relativo figlio. Si presenta in chiesa infatti una signora anziana, deduco ipovedente (dati gli occhiali neri e l'atteggiamento disorientato), a braccetto con il figlio. Si ferma sulla porta della chiesa e, come prevede il Galateo in queste occasioni, si presenta come parente della sposa. La scena è stata più o meno questa: il figlio, giocondo, stringe la mano a mia madre spiegando che lui è parente della sposa, dopodiché la madre allunga la mano verso mia madre per presentarsi a sua volta e, dopo un paio di tentativi a vuoto in cui ha stretto l'aria, riesce saldamente ad afferrare il manico dell'ombrello di mia madre (che ne aveva uno con il manico a forma di papera) ed ad agitarlo energicamente in una stretta di presentazione. Deve aver pensato "Povera signora...che brutta artrite!".

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