martedì 1 luglio 2008

ALEA IACTA EST!

Che in triestino si potrebbe tradurre con un semplice "Fatta la xè!".
Ebbene sì, alla fine ce l'abbiamo fatta.
Ecco, ora, riprendendo ciò che ho scritto proprio all'inizio di questo blog, posso finalmente esprimere le impressioni sul giorno del matrimonio. Sapete quando dicevo che tutti erano eccessivi nel dire che era il giorno più bello della loro vita, che erano pazzi a dire che arrivati a fine giornata ricominceresti tutto da capo e cose del genere? Beh...mi dispiace dirlo, ma non ho cambiato idea. Allora, non voglio essere fraintesa, il giorno del matrimonio è senza dubbio un giorno bello, importante ed impegnativo della vita di una persona, ma non lo ritengo assolutamente il più bello.
Per una volta sarò seria. Questo matrimonio è stato il completamento di un percorso che io e Oscar avevamo già intrapreso da tempo. E' stato bello far festa con amici e parenti, anche se io per carattere non amo le feste in cui sono protagonista ed è stato bello lavorare per qualcosa di nostro da condividere con gli altri.
Tuttavia i giorni più belli della mia vita sono decisamente altri.
La sera di Pasqua fuori dal Victoria tra le braccia di Oscar a guardare le stelle, prima che ci mettessimo assieme (e da lì, tutti i giorni a venire). Il giorno in cui quella benedetta strisciolina di carta si è colorata di 2 linee. Il giorno in cui è nato Federico (ed i giorni a venire). Ogni giorno in cui Federico mi abbraccia, mi bacia e quando gli chiedo "Amore, vuoi bene alla mamma?" lui mi sorride e mi dice "Diiiiii!!!!!"...questi sono i giorni più belli della mia vita e scusate se sembro cinica nei confronti del giorno del matrimonio, ma davvero credo di potermi reputare estremamente fortunata nel giudicare il giorno del matrimonio in sè, un bellissimo giorno di festa, ma non il giorno più bello della mia vita. Sono felice, estremamente felice di aver incontrato Oscar e con lui la sua famiglia. Ok, Oscar ha i suoi difetti, ma non potevo trovare una persona più giusta per me. Spesso si crede di sapere ciò che si desidera, ma spesso ciò che si desidera non corrisponde a ciò di cui si ha bisogno realmente. E Oscar è ciò che desidero e ciò di cui ho bisogno. Inoltre la sua famiglia è come se fosse la mia famiglia, li adoro e voglio loro un mondo di bene, per come sono, per come hanno cresciuto Oscar e per come stanno aiutando Federico a crescere. E poi c'è la mia fonte inesauribile di felicità, che è quella peste capricciosa, testarda, prepotente e iperattiva di Federico. Mi fa sputare sangue, mi stanca da morire, a volte mi fa dannare proprio, ma mi rende la donna più felice al mondo solo con un sorriso.

Mille sono i giorni belli della mia vita e spero che altri mille e più saranno quelli dei giorni che verranno.

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